Epopea di una goccia d’acqua
Il fiocco di neve si posò lieve, sul picco di bianco vestito che si perdeva nell’azzurro del cielo.
Dalla candida cima, terre inesplorate abbracciavano l’immoto sguardo, alimentando il desiderio di andare laggiù, a conquistare sconosciute frontiere.
Il cristallo di neve, facendosi goccia, discese il nevaio avventurandosi tra rocce ed anfratti, e trascinando seco altre novelle gocce mutò in torrente, creando con esse, poco più in basso, un piccolo lago, color di smeraldo, incastonato fra i monti.
Nel grazioso regno della goccia d’acqua, s’abbeverava serena la fauna montana.
Ma la goccia che ambiva esplorar terra ignota, chiamò a raccolta gocce di altri torrenti e, prospettando loro nuove conquiste, proseguì la sua marcia sino al verde altopiano; ove si fermò a dissetare la variopinta flora.
Anche la nuova conquista non chetò il desiderio di mirare lontano, ora ambiva bagnare la terra assetata della vasta pianura, l’ambiziosa goccia.
Chiamò allora a raccolta mille rivoli dai monti. Altri torrenti, scendendo a cascata dalle pareti di roccia, si unirono alla liquida armata, che precipitando a valle con rombo di tuono invase la pianura, dove fiumi di più modesta portata si unirono al sinuoso, ora pacioso, inarrestabile avanzare, per andare a colonizzare l’agognata prateria.
Ivi giunto, il fiume di gocce rallentò; per un attimo parve addirittura fermarsi, allargando oltremisura l’alveo per abbracciare, dal monte al piano, il suo sterminato regno.
Ma la brama di conquista spinse la goccia a guardar troppo lontano, ad osar l’inosabile: solo il mare le mancava per incoronarsi, finalmente, imperatrice del globo terracqueo.
Chiamò nuovamente a raccolta l’invincibile armata di gocce formata, sospingendola incontro ad un’ultima suprema battaglia.
Con impetuosa foga si gettarono, le limpide gocce, alla conquista dell’immenso mare.
Troppo grande fu l’azzardo, anche per il grande fiume, che finì in un sol attimo fagocitato dal mare oceano.
E così si concluse l’epopea di conquista della piccola goccia, che partendo da un lontano nevaio, volle farsi imperatrice del globo terracqueo.
Fu allora che, al pari di miliardi di gocce che azzardarono l’impresa, pianse lacrime ‘sì copiose ed amare… che finirono per salare anche l’immenso mare.
FINE
- Epopea di una goccia d'acqua - testo di vecchioautore